ROMA: LE SCORRETTEZZE DEI GIOVANI DIRIGENTI DELL'AREA ERRE

 
 
Trovate qui sotto una breve nota, scritta da alcuni compagni di Progetto Comunista di Roma attivi nelle lotte dei collettivi universitari, relativa ad un grave fatto, avvenuto nel circolo universitario del Prc della "Sapienza" di Roma, che ha visto protagonisti dirigenti - anche nazionali - dell'area Erre (Giulio Calella è il responsabile nazionale università dei Giovani Comunisti).
 
Il fatto che i compagni di Progetto Comunista siano stati aggrediti verbalemente, minacciati e ostacolati nel presentare un ordine del giorno assolutamente legittimo e utile alla discussione è tanto più grave se si considera che, ad oggi, i giovani dirigenti nazionalei dell'area Erre - pur avento espresso in sede congressuale una posizione diversa (sebbene non strategicamente alternativa) da quella della maggioranza - continuano a far parte, in blocco con i bertinottiani, dell'Esecutivo nazionale GC  (dal quale sono invece escluse tutte le altre minoranze).
 
Questo fatto non è altro che la riproposizione, in forma grave, delle ambiguità di quest'area, che a livello locale di fatto funge da quinta colonna della maggioranza bertinottiana: nonostante l'appello di Progetto Comunista all'unità delle minoranze contro la svolta di governo, i dirigenti di Erre nella gran parte dei casi prefeiscono sostenere le proposte della maggioranza, rendendosi così complici di manovre antidemocratiche (come nel caso delle federazioni di Milano e Ancona, per fare solo due esempi) nonché di politiche di collaborazione di classe sul terreno locale. Sono scelte che generano malcontento fra diversi compagni che avevano votato a mozione 4 proprio per la sua criticità rispetto al documento di Bertinotti e che si ritrovano, dopo soli due mesi, di fatto a essere tornati loro malgrado nella maggioranza.
 
Più sotto potete leggere l'ordine del giorno "incriminato".
 
Esprimiamo la più piena solidarietà ai compagni del collettivo romano di Progetto Comunista, di cui conosciamo l'impegno costante nelle lotte contro lo smantellamento dell'università pubblica, tanto da essere riconosciuti portavoce di varie realtà di movimento.
 

Fabiana Stefanoni 

 

 

Venerdì 15 aprile si è svolto al circolo universitario del Prc della "Sapienza" di Roma un attivo degli iscritti dal quale è emerso il comportamento settario e profondamente antidemocratico dei compagni dell'area Erre, che nel circolo godono di un'ampia maggioranza scaturita dall'ultimo congresso.

 

Alcuni compagni, fra cui il sottoscritto Tiziano Latini ed altri che si riconoscono in  aree di minoranza diverse presenti nel Prc, hanno deciso di presentare un ordine del giorno che ponesse l'attenzione, oltre che sul quadro politico che ci troviamo di fronte dopo le regionali e sulle prospettive che da questo scaturiscono per il nostro partito, sui metodi di gestione della presentazione dei candidati alle elezioni universitarie che si terranno l’11 e il 12 maggio.

 

Ebbene, di fronte ad un problema che veniva posto da più di un compagno - ripeto: da parte non solamente di compagni di Progetto Comunista ma anche di compagni che appartengono ad altre sensibilità presenti nel  partito - ancora una volta i nostri cari amici pseudo-trotskisti hanno deciso di bypassare una  discussione politica seria  per  arrivare direttamente alla falsificazione della verità e alle aggressioni verbali, fino a giungere  alla minaccia di quelle fisiche (in questo senso si è distinto su tutti il compagno Giulio Calella).

 

Inoltre si è deciso, naturalmente senza alcun voto, di non porre all’attenzione dell’assemblea nemmeno un odg minore che chiedeva l’adesione del circolo alle mobilitazioni contro la politica del governo in tema di istruzione previste per il 14 maggio.

 

Verrebbe da chiedersi: ma è questa l'unità delle opposizioni alla maggioranza che anche i compagni di Erre hanno affermato di voler sostenere dopo il congresso? Ancora una volta i fatti dimostrano che quando una linea politica è debole (e nel loro caso molto ondivaga verrebbe da dire) non si può far altro che chiudersi su se stessi, forti dei numeri che si hanno, evitando qualsiasi confronto con istanze che emergono da più parti all’interno della discussione politica. Esemplificativo è in questo senso il fatto che questi stessi compagni “paladini della democrazia” si vantavano - pretestuosamente - di non aver mai votato un ordine del giorno nel loro circolo: sarà forse parte del programma d’innovazione delle pratiche politiche che i compagni di Erre hanno deciso d’intraprendere?!?

 

Consapevoli che non sarà certo un episodio simile ad arrestare la battaglia che da anni conduciamo nel Prc e nel movimento studentesco, non possiamo far altro che rilanciare con forza una proposta di unità – dettata anche dalla necessità di sconfiggere certe pratiche – a quei compagni che sono stati con noi nel difendere un elementare diritto democratico.

 

TIZIANO LATINI

FRANCESCO FIORAVANTI

 

 


 

 

L'odine del giorno di cui Erre ha voluto impedire la presentazione e la discussione

 

COMPITI E STRATEGIE ELETTORALI DEI COMUNISTI/E NELL’UNIVERSITA’

 

Le controriforme, portate avanti dai governi di centrosinistra e di centrodestra, connotate da misure di chiaro stampo classista, non fanno altro che mettere in luce l’attualità e la violenza dello scontro di classe nel nostro Paese: i provvedimenti adottati nel campo di tutta l’istruzione, infatti, non colpiscono genericamente “lo studente”, ma soprattutto i figli dei lavoratori, ovvero i lavoratori in formazione.

Di fronte a questi attacchi le strategie di lotta, seppure in alcuni casi supportate da mobilitazioni di massa, non si sono rivelate in grado di sconfiggere l’avanzare della riforma Ruberti, Zecchino e Moratti, né di difendere il diritto allo studio. Questo ci porta necessariamente a rivalutare il ruolo dei comunisti/e ed in particolare dei compagni/e del nostro partito nelle dinamiche delle lotte studentesche.

 

Non possiamo non osservare che invece di favorire in ogni occasione l’autorganizzazione dal basso, che ci veda protagonisti attivi ed egemoni nei contenuti di critica a questa società, riscontriamo spesso un atteggiamento che solo apparentemente risulta orizzontale e democratico, ma che spesso nasconde logiche settarie e di autoconservazione. Dovremmo spenderci senza remore a vantaggio esclusivo del movimento e della classe, ma conservando la nostra identità di avanguardia comunista e rivoluzionaria.

 

Per questo rilanciamo il nostro ruolo di direzione della lotta teso a rompere tutte le pratiche di concertazione e le illusioni riformiste verso un innalzamento del livello del conflitto al fine di riportare alla vittoria l’intero movimento studentesco. Anche e soprattutto ricercando l’unione con le altre componenti sociali dell’università e del mondo del lavoro e rivalutando le forme classiche di lotta (assemblee, volantinaggi, manifestazioni, scioperi, occupazioni) che spesso, sebbene meno accattivanti, si rivelano più incisive di forme ludiche e “nuoviste”.

 

Per quanto concerne le prossime elezioni studentesche, si è scelto giustamente di presentare una lista aperta a tutti i collettivi e a tutte le realtà di lotta universitarie, che, seppur molto diversi tra loro, hanno in comune le istanze fondamentali di rifiuto delle riforme dell’università e del lavoro, della difesa del diritto allo studio, e di opposizione al neoliberismo e alle guerre imperialiste.

Proprio per la natura di questa scelta pensiamo che sia giusto rispettare le differenze delle componenti politiche e sociali di “Sinistra in movimento”, soprattutto a livello di facoltà, lasciando la libertà ai vari collettivi di riempire con i propri contenuti, con le proprie esperienze di lotta, insomma con la propria carta d’identità politica, la campagna elettorale e di diffondere materiale informativo con i nomi dei candidati e delle candidate più riconoscibili o radicati, al fine unico di portare il conflitto negli organi di rappresentanza e di arrestare l’avanzata delle destre anche nell’università.